
Archetipi di insetti, modellati su componenti elettronici, si risvegliano nel loro movimento.
Piante, prive di linfa, si ergono in un ricordo algoritmico, plasmato su strutture ferrose.
Foglie, rese prigioniere da una rete metallica, poggiano su una terra ancora fertile, ma ostacolata.
Una maglia, composta da rami di oleandro, ne disturba la crescita. La natura non è più madre, ma un archivio inaccessibile, cifrato nel ferro e nel rimorso.
Possiamo ancora fare qualcosa?



L’opera è rimasta in mostra all’interno di Radicante, mostra personale di Sara Grandi presso Tèkè Gallery, inaugurata il 24.03.25 con l’infest/azione Queer Code (queeer.codes).
Link correlati:
Radicante, mostra personale di Sara Grandi alla Tèké Gallery (Facebook)
Reel dell’inaugurazione (Instagram)
tekegallery.com